giovedì 9 aprile 2009

5 piccoli consigli sulla progettazione di strumenti e-learning

  1. Un Instructional designer deve conoscere bene gli strumenti che utilizza e quindi stabilire pratiche e procedure che realizzano un apprendimento completo. Concentrarsi sullo sviluppo professionale dei discenti invece che sullo strumento, per una più efficace formazione e, in definitiva, un miglior ROI
  2. Essere concentrati sul contenuto e' essenziale.
  3. Bilanciare interventi sincroni con contentuo asincrono e' critico per il flusso dell'apprendimento Sistematizza il contenuto omogeneo in modo che il discente abbia la possibilita' di utilizzarlo senza fare troppa fatica
  4. Identifica almeno 5 obiettivi per il tuo corso
  5. Assicurati che le informazioni importanti siano ripetute. Le persone imparano meglio con la ripetizione dei concetti. E' una vechia formula per le presentazion in pubblico, ma vale anche per l'e-learning

venerdì 6 marzo 2009

Formazione e social network

Come non rimanere attratti dalle applicazioni di social network? Hanno avuto un successo cosi eclatante che un esperto di e-learning deve prendere in considerazione se utilizzare o meno questi strumenti nelle attivita' corsuali.

Termini come
wiki, twitter, flickr, blog sono diventati ormai di uso comune e molto spesso gli allievi di un corso online o blended comunicano tra di loro proprio utilizzando questi strumenti. Ma utilizzare la formazione informale all'interno di percorsi di formazione formale sappiamo per esperienza che non e' semplice. E qui si tratta di questo: creare una connessione tra la formazione informale e quella formale.

Al termine di un corso di formazione una persona deve essere in grado di
applicare il background teorico alla soluzione di problemi e noi dobbiamo supportare i discenti in questo aspetto. Qui allora entra in gioco il social network, che permette di collaborare e comunicare. Anzi, ancora di piu': il social network permette quella che possiamo definire come la soluzione collaborativa.

Vediamo quali sono gli aspetti che gli strumenti di social network mettono in gioco:

Adesso a me pare chiaro quali siano i benefici che derivano alla formazione formale applicando gli aspetti di cui sopra ad un aula virtuale. Wiki, blog, condivisione di cartelle on line, file sharing o altri strumenti sono ormai f
acilmente utilizzabili, gratuiti e con una base di utenti consolidata.

Ma al di fuori di ogni retorica: sono efficacemente utilizzabili oppure richiedono troppo sforzo per un formatore in rapporto al beneficio che portano?

lunedì 26 gennaio 2009

Organizzare un evento sincrono

Proviamo a fornire alcuni suggerimenti su come organizzare un evento e-learning sincrono? Cominciamo:

  1. Rispettare i tempi dei discenti;

  2. Creare o inserire materiale asincrono da collegare alla lezione sincrona;

  3. Considera che l'utenza potrebbe avere bisogni differenti, non creare quindi un'agenda troppo "stretta" delle cose che andrai a svolgere.

  4. L'utenza tiene l'attenzione puntata su di te per 10-12 minuti di seguito, non di piu'. Quindi cerca di coinvolgere la classe spesso.

  5. Devi conoscere caratteristiche e risorse disponibili e creare una strategia appropriata per utilizzarle;

  6. Se vuoi essere seguito cerca di essere emozionante;

  7. Crea e promuovi un ambiente molto collaborativo con i tuoi allievi;

  8. Il video in diretta non e' cosi' fondamentale. E' importante all'inizio per creare socializzazione, ma poi e' importante creare collaborazione tra gli allievi. Un video puo' anche essere pre-registrato.

  9. Crea materiale coinvolgente

  10. E' sempre formazione, quindi valgono sempre le stesse basi: analisi dell'utenza, essere chiari negli obiettivi da raggiungere, strutturare bene l'intervento







giovedì 22 gennaio 2009

Si comincia il nuovo anno di solito con i buoni propositi.

Io voglio cominciare con una lista: quella di 20 strumenti utili per l'e-learning, sia online che residenti su PC. Ne conoscete altri? Si accettano suggerimenti.

  1. Google - E-learning, risorse web, cazzeggiamenti: tutto parte da Google.

  2. Youtube - esiste un mondo prima di youtube ed un mondo dopo youtube

  3. Wikipedia - utilissimo per raccogliere informazioni

  4. Flickr - condividi foto che puoi anche in qualche maniera editare aggiungendo commenti. Utilissimo per certe docenze

  5. Slideshare - ormai un classico: condivisione presentazioni di powerpoint

  6. Screentoaster - tool per la registrazione video dello schermo del tuo PC. Io lo trovo utilissimo.

  7. Google Doc - Condividere documenti i testo online senza avere un'applicazione office

  8. Wikispace - Permette di creare dei siti tipo wikipedia. Esiste al versione free e quella a pagamento. Ovviamente cambiano le caratteristiche

  9. Delicious - condivisione dei bookmark online. Offre spunti ed educa alla condivisione delle risorse

  10. CourseLab - authoring system che non richiede conoscenza HTML o java. E' free

  11. Google Maps - Chi non l'ha usato almeno una volta ? E visto che si usa, perche' non usarlo in ambito educativo

  12. Google scholar - motore di ricerca su materiale scolastico

  13. Exe - Editor xhtml. Utilissimo per creare learning object anche in formato SCORM 1.2 e senza conoscere l'html

  14. Wetpaint - Crea siti web stile wikipedia gratis

  15. Audacity - Gestire impegni ed attivita'

  16. Freemind - FreeMind e' un software per creare mappe mentali

  17. Ustream - Bellissimo, si fa streaming in diretta aggratis, con qualche pubblicita' aggiunta qua e la'

  18. Myudutu - Strumento online per creare corsi anche in formato SCORM

  19. Polldaddy- Creare sondaggi ed indagini online e gratis

  20. Kompozer - editor WYSIWYG per creare pagine html


giovedì 4 dicembre 2008

E - M - O - Z - I - O - N - A - R - E

Ho la fortuna di aver sviluppato e aver visto sviluppare molti progetti di e-elearning, e quasi sempre ho visto commettere gli stessi errori di sempre: quanti di quei corsi riuscivano a coinvolgere realmente gli allievi?

Adesso stiamo vivendo i tempi del rapid e-learning, e mi sembra che si stiano commettendo gli stessi errori dell'e-learning di sempre, solo pu' rapidamente.

Si spendono un sacco di soldi in strumenti, tecnologie ma si dimentica dell'importanza di una progettazione avvincente. Come si puo' catturare l'attenzione di un allievo e fargli seguire con attenzione un corso?

Molti ricercatori, insegnanti, formatori cominciano ad avere dubbi sull'efficacia dei progetti e-learning degli ultimi dieci anni. Allora, cosa manca all'e-learning per fare breccia?

Guardando l'e-learning di questi ultimi anni, almeno quello di mia conoscenza, secondo me mancano incisivita' ed emozione.

Abbiamo pochi secondi per catturare l'attenzione dei nostri utenti, e molto spesso uin quei pochi secondi li abbiamo gia' annoiati.

Penso alla capacita' dei bravi sceneggiatori delle serie televisive: nei primi minuti dell'episodio devono essere in grado di attrarre l'audience, altrimenti scatta feroce la legge del telecomando.

Devo ammettere una mia debolezza: ho visto quasi tutte le puntate delle prime serie di E.R. Ogni tanto (diciamo 10-15 minuti) doveva scattare qualcosa di adrenalinico. E un po' la stessa cosa deve succedere con i nostri corsi.

Ovvio, non abbiamo il budget per assumere George Clooney o un grande sceneggiatore. Ma che si abbia a disposizione 3, 30 30 0 300000 € il nostro obiettivo e' emozionare i nostri allievi.

E - M - O - Z - I - O - N - A - R - E

E dobbiamo farlo dal primo clic, dalla prima immagine, dalla prima frase. Pensate un po' un allievo: “Mamma che noia, E questo nella prima pagina/slide. Perche' dovrei continuare per le prossime 50?”

Attenzione, non sto dimenticando le altre qualita' dell'e-learning. Penso ovviamente ci siano altri importanti aspetti da tenere in considerazione. Ma ritengo fondamentale anche un inizio che coinvolga, e soprattutto un progetto che incida e sappia emozionare i nostri allievi.

Per fare questo pero' occorre che il progettista si senta coinvolto dall'argomento che sta trattando. O almeno con parte dell'argomento.

So che e' difficile, ma so anche che il nostro e' un gran bel mestiere che coinvolge fantasia, conoscenza, intelletto e capacita'. E allora perche' dovremmo dare frutti insipidi?

Viviamo in tempi che ci concedono grande liberta' nella creazione di contenuti. Possiamo facilmente creare video, audio, foto, documenti e altrettanto facilmente li possiamo condividere.

Sfruttiamo queste strumenti e sfruttiamo le nostre grandissime capacita': creiamo grande e-learning

martedì 18 novembre 2008

Siamo in sintonia con i nuovi allievi?

Come gia' detto altrove, utilizzare l'e-learning 2.0 non e' piu' questione di “se” ma di “quando” ed uno dei motivi di questa affermazione e' che i “digital native” stanno diventando forza lavoro.

Voglio sviluppare meglio questo concetto per parlare dei “discenti di oggi” e come giovani studenti e lavoratori influenzino le caratteristiche di un'organizzazione.

Io faccio parte della generazione che gli americani chiamano “baby-boomers”, cioe' la generazione dei nati tra il 1946 ed il 1964. Si chiama cosi' perche' ci fu in quel periodo un grosso sviluppo economico. Gli studi dicono che le persone di questa generazione sono ossessionate dal lavoro, vivono per lavorare. Le madri erano casalinghe ed adesso hanno le leve del potere.

Gli studi sociologici come inquadrano invece i lavoratori piu' giovani?

Definiamo le generazioni X e Y.

Quando i media parlano di Generazione X intendono parlare delle persone nate del periodo 1965-1979.
Questa generazione ha conosciuto in maniera massiccia la famiglia con genitori divorziati. Le famiglie con madri lavoratrici sono la norma. Sono di intelletto elastico, indipendenti e con spirito di adattamento. Sul lavoro, prendono i loro compiti seriamente ed hanno un approccio pragmatico. Lavorano per vivere, non vivono per lavorare, come magari la generazione precedente alla loro.

La Generazione Y comprende i nati tra il 1980 ed il 1995. Uno studio della Adecco afferma che gli appartenenti a questa generazione:

1.imparano velocemente
2.amano la tecnologia
3.hanno un'alta stima di sé
4.sono favorevoli allo studio
5.sono orientati al risultato
6.sono socialmente consapevoli

Però questo spesso significa che hanno uno scarso attaccamento al lavoro, hanno bisogno di essere seguiti e controllati, vogliono avere "tutto e subito"

Che difetti hanno:
1.nell'espressione scritta
2.nella capacità di comunicazione
3.nel lavoro di gruppo
4.nelle abilità interpersonali
5.nel rispetto degli orari di lavoro e nei comportamenti appropriati in ufficio
6.nelle capacità di gestire gli affari

Time magazine in un articolo afferma che la generazione Y ha generato un cambiamento culturale nelle aziende e nel management ed effettivamente le persone di questa generazione stanno diventando agenti di cambiamento, forzando le organizzazioni a ripensare ed implementare i metodi di reclutamento, formazione e management.


Utilizzo delle tecnologie e del web 2.0

Sia per gli appartenenti alla generazione X che Y , la tecnologia ed in particolare Internet, ha un influenza fondamentale nella vita di tutti i giorni.
Esiste una teoria, elaborata da Marc Prensky, che io trovo geniale. Prensky contrappone i digital native con i digital immigrants. I digital Immigrants sono i membri delle generazioni precedenti alla generazione Y che hanno imparato ad utilizzare la tecnologia: “come tutti gli immigranti, alcuni meglio di altri, si sono adattati al nuovo ambiente, ma comunque in qualche misura conservano il loro accento che e' come tenere un piede nel passato”.

Prensky crede che, sebbene molte di queste persone utilizzino Pc, Internet, Ipod, comunque li utilizzino in maniera diversa rispetto alle generazioni piu' giovani

I digital natives sono cresciuti con la tecnologia . Sono, per continuare il paragone di cui sopra, di “madrelingua” del linguaggio digitale. Ed a causa di cio' “pensano e processano l'informazione fondamentalmente in maniera diversa dai predecessori”

A questo punto mi preme fare una considerazione: qui stiamo generalizzando e come in tutte le generalizzazioni si va giu' un po' pesanti. E' per me ovvio che non esiste una linea precisa che divide il comportamento di una generazione dall'altra. Cosi' come puo' benissimo essere che il componente di una generazione si trovi in realta' descritto meglio nell'ambito di un'altra generazione. Resta pero' importante fare alcune caratterizzazioni, che distinguono alcune categorie di discenti dalle altre, perche' e' necessario prendere in considerazione questi elementi se vogliamo promuovere un e-learning efficace.

Diciamo comunque che i digital native condividono una cultura globale comune, che prevede l'interazione tra la tecnologia, l'informazione, le altre persone e le istituzioni. Che e' in realta' qualcosa di piu' che l'essere connessi predicato dalla generazione precedente.

Esiste quindi uno spettro di comportamenti che attraversa le generazioni: da quelli che hanno una conoscenza approssimativa della tecnologia a quelli che ce l'hanno nel sangue. E questo emerge ancora piu' chiaramente in quello che chiamiamo web 2.0 e che coinvolge l'utilizzo di strumenti quali wiki, blog, social networking e social bookmarking.

Data questa situazione e' ovvio che ci sono differenti utilizzi in termini di:
  • livello di coinvolgimento con i social media
  • frequenza di coinvolgimento
  • quantita' di strumenti utilizzati

Possiamo quindi dividere gli utenti in tre livelli:
1.Consumatori passivi — utenti che leggono, ascoltano o vedono i contributi
2.Consumatori attivi — utenti che contribuiscono ai contenuti
2.Produttori proattivi — utenti che creano e condividono i l proprio materiali come foto, video, file, documenti e allo stesso tempo aggiornano il proprio blog o altri strumenti quali wiki, ...

Il giovane lavoeratore o studente e' connesso, come si dice, 24/7 e spende piu' tempo online che davanti alla tv. Comunica con gli altri grazie agli SMS, ai MMS, alle email e utilizza chat e forum.

Prendendo dati da una ricerca Forrester del 2008 possiamo quindi delineare

Quale e' il tipo di e-learning che l'utente preferisce utilizzare?
  • In primo luogo il discente di oggi preferisce informazioni ipertestuali che provengono da sorgenti differenti;
  • normalmente lavora con processi paralleli e simultaneamente su differenti contenuti, interagendo con altri.
  • Sono primariamente visuali, quindi preferiscono lavorare su foto, suoni e video piuttosto che su testo
  • Sono discenti esperienziali, cioe' preferiscono imparare scoprendo piuttosto che in linea teorica e vogliono arrivare a definire le conclusioni in maniera autonoma. Ecco il perche' del successo delle simulazioni o dei giochi di ruolo.
  • Hanno una soglia di attenzione breve, e per questo preferiscono piccoli brani di contenuti, anche su PC o IPOD
  • Sono estremamente sociali ed amano condividere le esperienze con gli altri. Amano lavorare in team. Interazione e' la chiave del loro apprendimento e voglio essere parte di una comunita', collaborando, condividendo e scambiando informazioni
  • Amano coprire ruoli diversi all'interno del percorso formativo: discenti, istruttori, facilitatori o sostegno di altri e cambiano ruolo tra di loro
  • Preferiscono imparare “just in time”, che significa avere accesso alle informazioni quando e' possibile applicarle immediatamente
  • Necessitano di feedback immediati e vogliono essere gratificati
  • Sono discenti indipendenti, e sono in grado di imparare da soli assistiti da una guida.
  • Preferiscono costruire il proprio apprendimento da soli, assemblando informazioni e strumenti da diverse provenienze

Le nuove generazioni sono molto piu' esigenti e richiedono l'utilizzo dei nuovi approcci e strumenti in aula o sul posto di lavoro.

La pratica

Come si traduce tutto questo in pratica?

Qui sotto inserisco un piccolo elenco di metodi da utilizzare con i nuovi discenti. Non e' esaustivo, vuole solo essere un punto di partenza per la discussione che secondo me dovremo avere. Ad esempio, come collegare le aspettative degli allievi della generazione Y con le aspettative degli allievi piu' anziani?

Mordi e fuggi
L'esperienza mi dice che i discenti delle nuove generazioni non vogliono esser annoiati da discorsi o letture lunghissime. In aula, l'estate scorsa abbiamo avuto un docente che praticamente leggeva libri durante le lezioni: abbiamo dovuto cambiarlo perche' gli allievi stavano (giustamente ) insorgendo.

WWW
Le persone si aspettano di essere connessi, e comunque di trovare materiale, supporto e altro online. Amano trovare l'apprendimento “just in time” e, come si dice al giorno d'oggi “whenever, wherever”

Auto-organizzati
Amano autorganizzare i gruppi di studio attraverso gli strumenti del web 2.0

Aggiungere
Occorre ricordare che gli utenti amano autocreare la propria formazione, quindi bisogna dare la possibilita' di aggiungere strumenti formativi o di inserire il contenuto che l'utente ritiene utile. Quindi ci si aspetta l'utilizzo di forum,. wiki, blog o chat

Gli allievi si aspettano un approccio collaborativo e sociale che attraversi tutta la loro vita, sia che si stia parlando di lavoro, apprendimento o tempo libero. Perche' e' questa la realta' che stanno vivendo.


giovedì 6 novembre 2008

Il triangolo no, non l'avevo considerato

La valutazione delle competenze e' diventata una di quelle cose di cui si discute in ogni dove: prendendo un caffe con degli amici, alla conferenza piu' “cool”, allo SMAU...

Ovviamente, come sempre accade, ci sono punti di vista differenti sull'importanza delle performance e la metodologia di valutazione. Cosi' la discussione finisce cercando di definire cosa e' la performance e come si riconosce. Molto spesso viene considerata come una merce.

Penso, ma forse e' dovuto alla mia deformazione professionale, che la performance si migliori attraverso il coaching, la formazione, l'apprendimento.

Lo sviluppo impetuoso dell'e-learning e' cosi' diventato una delle ultime mode per cercare di erogare apprendimento (non formazione) velocemente. Velocita' e costo sono diventati cosi' piu' importanti della qualita' e della progettazione formativa.

La velocita' e' diventata ormai una costante del nostro mondo: pensate a che aspettative ci sono sull'erogazione di servizi o prodotti! Devono essere sempre disponibili sul momento.

Per quanto riguarda il costo, possiamo dire che il triangolo peccaminoso esistente tra velocita', costo, qualita' e' sempre in vigore:

se vuoi rapidita' e prezzo basso, devi rinunciare alla qualita';

se vuoi rapidita' e qualita' allora costera' un sacco;

se vuoi qualita' a basso costo, non aspettarti che si faccia in fretta.

Gli strumenti di Sviluppo stanno provando a rompere il collegamento tra Qualita'-Prezzo-Velocita', provando a fornire un prodotto veloce, a basso costo e di qualita'.

Vogliamo ridurre il Time-To-Market e vogliamo mantenere efficenza ed alta qualita' dei corsi che offriamo, e naturalmente tutto questo senza budget.

E' solo uno sfogo, ma penso ci sia una gran confusione sull'e-learning. Non e' quella cosa che ci permette di erogare apprendimento in tempi rapidi ed a costi vicini allo zero. Mettere in piedi un corso on line con delle buone risorse richiede tempo, soldi, capacita'...Possiamo poi discutere sul R.O.I. L'investimento fatto ci ritornera' sicuramente in tempi ragionevoli, gli interventi saranno sicuramente di alta qualita', ma non e' detto che ci costera' una cippa. Il lavoro, di qualita' poi, si paga.

Senza parlare di quelli che pensano che l'e-learning sia solo una questione di report e log.....